Estate di San Martino caldo fuori stagione?

Estate di San Martino uno scherzo del clima?

Il caldo a novembre, che apre le porte anche alla cosiddetta detta estate dei Santi e o dei Morti, è in realtà un mix fra liturgia cristiana e fenomeni meteo.

L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochinino… è un proverbio popolare molto antico e diffuso in varie zone d’Italia, che ricorda la festività legata al Santo e le tendenze meteo di inizio novembre, undicesimo mese dell’anno che volge al termine e verso il termine, accelerando il passo verso il Solstizio d’Inverno.

Mistero del clima alias non ci sono più le mezze stagioni? In realtà no, perché si tratta di un fenomeno meteorologico, tutt’altro che insolito in autunno, quando i primi freddi sono seguiti da condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore, una sorta di ultimo eco dell’estate che va in scena a inizio di novembre.

L’Estate postuma con e il relativo caldo novembrino è quindi un fenomeno che va in onda nei giorni a cavallo dell’11 novembre, data in cui si ricorda il Santo del quale andiamo a raccontare la storia. San Martino di Tours (città oggi francese ma in quel tempo della Gallia) era un militare dell’impero romano, convertitosi al cristianesimo e diventato uno dei fondatori del monachesimo, la data di nascita del quale non è certa (comunque fisata intorno all’anno 316 d.C.), anche se si sa che venne al mondo in quel di Sabaria Sicca (oggi Szombathely in Ungheria, allora invece città nella provincia della Pannonia).

Il padre, un ex tribuno militare, gli diede il nome Martino in onore di Marte, dio della guerra e quindi la carriera militare era nella sue corde; così nel 331 partì per la Gallia e fra i suoi compiti la ronda notturna fra i posti di guardia per constatarne la perfetta efficienza; proprio nel corso di un’ispezione, andò in scena ciò che gli cambiò la vita: secondo la tradizione, infatti, durante una notte fredda e piovosa si imbatté in un mendicante coperto di stracci solo per metà del corpo, mentre l’altra metà era ignuda e quindi esposta alle intemperie. Martino, vista la scena, si impietosì e tagliò in due il proprio mantello onde poterne dare una porzione allo sventurato, per poi poter tornare alle proprie mansioni; ma non finì qui: infatti, nella notte successiva Gesù gli apparve in sogno, vestendo metà del suo mantello, e ne lodò il comportamento presso gli angeli; così quando Martino si risvegliò, con sua grande sorpresa, notò come il mantello fosse tornato miracolosamente integro.

La via verso il Cristianesimo era quindi tracciata e infatti, nel giorno di Pasqua dell’anno successivo, Martino si convertì, ricevette il sacramento del battesimo, per poi abbandonare la carriera militare e farsi monaco.
Detto che nel 371 veniva nominato vescovo di Tours, per dedicarsi anima e corpo alla lotta contro il paganesimo, guadagnando addirittura la fama di possedere virtù taumaturgiche, in data 8 novembre 397 passava a miglior vita, per essere sepolto l’11 novembre, giorno che veniva quindi a lui dedicato, con relativa estate la cui connessione andiamo a spiegare.
Secondo un’altra versione dell’incontro fra l’allora legionario Martino e il sopra citato mendicante, infatti accadde quanto segue: il futuro Santo, poco dopo avere donato metà del suo mantello al bisognoso, ne incontrò un secondo, al quale regalò la parte restante, rimanendo in questo modo completamente senza protezione.
Ma talvolta la generosità paga e in questo caso fu così; infatti proprio in quel momento, il tempo atmosferico si rasserenò e la temperatura si fece più mite, di qui l’estate di San Martino, anche se il termine non è usato e conosciuto ovunque; per esempio, nei paesi anglosassoni i giorni caldi che cadono in quel di novembre sono chiamati Indian Summer, l’estate indiana, ricordata dalla celebre e omonima canzone dei Doors con la voce di Jim Morrison.

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